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Fame
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La mwcqfame è riferita letteralmente al bisogno di mwcgcibo; può anche essere applicata metaforicamente ai mwcwdesideri di altra natura. Il termine è usato più largamente per riferirsi ai casi di diffusa mwdamalnutrizione o privazione di cibo fra le popolazioni, solitamente dovuto a povertà, guerra, conflitti, instabilità politica, o a circostanze agricole avverse (mwdqcarestia).
Contents
• Note
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La fame come condizione fisiologica
Il termine fame è usato comunemente per indicare l'avere un forte mwegappetito o l'essere pronti per mangiare. Dopo un lungo periodo senza mwewalimentazione, la sensazione di fame si trasforma in una sensazione progressivamente più grave, fino a diventare acutamente visceralmente dolorosa, giunti a questo stadio anche l'ingestione diretta di cibo può rivelarsi fatale in quanto l'organismo necessita ora di un recupero medicalizzato. Dopo malnutrizione prolungata, l'mwfaorganismo giunge a mwfqmorte a causa di un mancato apporto di principi nutritivi indispensabili. Questo stato si chiama mwfgcachessia.
Politiche sulla fame
«Fornire cibo adeguato, acqua pulita e educazione elementare alla gente più povera del mondo sarebbe possibile con meno di quello che l'Occidente spende in un anno per cosmetici, gelati e cibo per gli animali da compagnia.»
(Chris Hann, Keith Hart, 2011cite-ref-1[1])
La fame continua ad essere un problema in tutto il mondo. Secondo l'mwiwOrganizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura delle mwjaNazioni Unite, "850 milioni di persone nel mondo erano denutrite fra il mwjq1999 e il mwjg2005" ed il numero è in continuo aumento.
Nell'anno mwka2000 tutte le nazioni del mondo nel quadro delle Nazioni Unite (2000-Obiettivi del Millennio) si sono impegnate a ridurre la povertà della metà entro l'anno mwkq2015. Ma in effetti il difficile obiettivo non è stato raggiunto; anzi, la fame nel mondo al 2017 è aumentata dopo un secolo , soprattutto in alcune regioni mwkgafricanecite-ref-2[2].
L'equilibrio tra la produzione di mwnwalimenti e il loro consumo ha sempre costituito uno degli obiettivi più ardui delle società umane. Ragioni plurime hanno congiurato, nel corso della storia, per rendere le disponibilità inferiori al fabbisogno. A chi la osservi dal punto di vista della disponibilità di cibo la storia umana è una lunga serie di mwoacarestie interrotte da rari periodi di prosperità. Tra le ragioni delle carestie un ruolo peculiare svolge la guerra, siccome i popoli in guerra hanno sempre cercato di distruggere, reciprocamente, le messi dei nemici, e la guerra è stata indissolubilmente legata, per millenni, alla carestia.
Cause di carestie erano anche gli eventi climatici e i mwogparassiti dei vegetali. Gli storici del mwowclima hanno provato le conseguenze catastrofiche, sui raccolti, di lunghi periodi freddi, le piccole mwpaglaciazioni. Le cronache del passato sono ricolme, peraltro, di notizie sulla distruzione totale dei raccolti a causa di mwpqinsetti, mwpgcavallette, mwpwcoccinelle, mwqacoleotteri (ad esempio la mwqqdorifora), e a causa di infezioni di alcuni microrganismi, le "mwqgcrittogame", causa di grandi carestie, che si sono potute controllare solo dopo la diffusione degli mwqwinsetticidi e degli mwraanticrittogamici di sintesi, anche se le relative problematiche hanno aperto questioni molto complesse. Le cronache italiane del Settecento ci propongono il quadro più inquietante della più grave carestia del secolo, quella che si protrasse tra il mwrq1765 e il mwrg1766, causata da giornate fredde e umide all'inizio dell'estate, che crearono le condizioni ideali per il pullulare della ruggine del frumento, uno dei funghi microscopi più dannosi, che i contadini dell'epoca non poterono combattere con alcun formulato mwsaantiparassitario. Come conseguenza ci furono decine di migliaia di morti.
Oggi gli equilibri alimentari del Pianeta sono assicurati da 2 miliardi di tonnellate di mwsgcereali, che, sommati alle altre derrate chiave, gli oli, gli zuccheri, la carne e i latticini, assicurano una razione media, per ogni abitante della terra, di 2.700 Kcal, astrattamente adeguata ai bisogni biologici. Si deve dire astrattamente siccome la media non corrisponde, palesemente, ai valori che la compongono. Nei paesi occidentali sono comuni diete che sfiorano le 5.000 Kcal, che salirebbero a 10.000 se si computassero le calorie fornite agli animali per produrre carne e latticini, mentre 800 milioni di uomini vivono al di sotto delle 2.000 Kcal, confrontandosi, quindi, con la fame e le malattie che ne derivano, e gran parte dell'mwswAsia non supera le 2.300, dimostrando l'esistenza di vastissimi bisogni non soddisfatti.
I due miliardi di tonnellate di cereali prodotti sul planisfero sono il risultato di cinque fattori:
• La semina dei cereali su 700 milioni di ettari, metà della superficie coltivata sul pianeta (che comprende la coltura delle mwuwforaggere, delle piante oleaginose, degli mwvqortaggi e dei mwvgalberi da frutto, esclusi i pascoli naturali).
• La disponibilità, sul totale, di 260 milioni di ettari irrigabili, un terzo del totale su cui si realizza il 70 per cento della produzione complessiva.
• L'uso, sulla superficie irrigua, di 3.100 chilometri cubici di mwwqacqua
• L'impiego di 150 milioni di tonnellate di mwwwfertilizzanti, che, combinati con l'acqua, rendono possibili produzioni quattro volte maggiori di quelle asciutte senza fertilizzanti.
• Varietà di cereali selezionate dai genetisti per la maggiore produttività, capaci di rese cinque-dieci volte maggiori di quelle primitive.
Si deve rilevare che la produzione di mwxgcereali è cresciuta in modo travolgente, triplicandosi in entità, nell'ultimo cinquantennio, nel quale ha visto l'impiego massiccio di tutti i fattori elencati. Ma si deve rilevare che alle foreste non si può, ormai, sottrarre nuovi campi, che acqua ai grandi fiumi non se ne può più estrarre, che perciò è difficile estendere le superfici irrigue, che un impiego maggiore di fertilizzanti potrebbe rivelarsi catastrofico per gli equilibri idrologici. E che, infine, le nuove creature della genetica assicurano piccoli vantaggi sui cereali attuali, senza ricalcare i grandissimi guadagni che realizzavano quelli degli mwxwanni cinquanta. Come risultato, gli incrementi di produttività annuale delle colture mondiali continuano a diminuire. Negli mwyaanni sessanta le rese mwyqcerealicole crescevano del 3% ogni anno, negli anni settanta del 2,3%, negli mwyganni ottanta e mwywnovanta sono cresciute del 2%, varcato il millennio gli incrementi sono stati ancora più modesti.
Mentre si prevedono massicci incrementi della domanda, soprattutto per il miglioramento delle condizioni economiche di tutta la popolazione mwzqasiatica, l'aumento futuro delle produzioni agricole in assenza di un vigoroso impulso alla ricerca, e di un programma globale di rispetto delle risorse agricole, suoli e acque, è incerto.
Sovrapproduzione alimentare
Secondo stime FAOcite-ref-3[3], ogni anno nel mondo sono perse o scartate 1.3 miliardi di tonnellate di cibo, di cui 88 milioni all'interno dell'Unione Europeacite-ref-report-eu-28-apr-2017-4-0[4]. La cifra stimata è pari al 50% della produzione mondiale di grano nel 2009/2010 (2.6 miliardi di tonnellate) e ad un terzo dell'intera produzione destinata al consumo umanocite-ref-report-eu-28-apr-2017-4-1[4] ed in particolare 1.8 milioni nel Regno Unito (di cui 1.2 al momento della produzione)cite-ref-wrap-19-ott-2017-5-0[5].
La mweqsovrapproduzione alimentare ha svolto nel recente passato dei mwegPaesi in via di sviluppo un effetto distorsivo della concorrenza e dell'mwewequilibrio dei prezzi di mercato, riducendo la redditività e gli investimenti produttivi nel settore agricolo, e traducendosi in un incentivo alle importazionicite-ref-bowman-zilberman-giu-2013-6-0[6]. La causa è stata identificata con mwgaaiuti di Stato mascherati come sussidi di settore, ai quali negli anni 2000 seguirono una fase di disimpegno pubblico e un decennio di concentrazioni, di crescita dei prezzi e dei profitticite-ref-bowman-zilberman-giu-2013-6-1[6].
Le cause della sovrapproduzione sono state identificate nell'esistenza di vincoli per soddisfare la domanda stagionale, di "pratiche sleali" dal lato dell'offerta in Europacite-ref-report-eu-28-apr-2017-4-2[4], nel mwigtrasferimento del rischio operativo dalla Grande Distribuzione Organizzata ai piccoli produttori, che aumenterebbero la produzione di scorte per mitigare il costo delle rotture di stock, che potrebbe causare l'interruzione di qualsiasi rapporto di fornitura. Inoltre, la situazione sarebbe aggravata da errori nella mwiwprevisione della domanda o dalla cancellazione di ordinativi girati senza preavviso a fornitori più convenienticite-ref-wrap-19-ott-2017-5-1[5].
La "lotta alla fame"
Per la possibilità di sconfiggere la fame nel mondo si scontrano due scuole di pensiero: una sottolinea soprattutto la necessità di una migliore mwmqdistribuzione delle risorse alimentari, la seconda vuole, invece, porre l'accento sulla necessità di mwmgaumentare le capacità produttive, come avvenne con la "mwmwRivoluzione verde".
In piena mwoqdecolonizzazione, i paesi occidentali erano usciti, da poco, dalla ricostruzione postbellica. Allora nessuno parlava della condizioni di mwogfame che si presentavano endemiche e diffusissime in quasi tutti i paesi coloniali come in quelli che avevano ottenuto da poco la libertà. Fu la Chiesacite-ref-8[8] di allora, nella sua lungimiranza, a sollevare il problema che veniva ben illustrato da tutte le missioni religiose presenti in quei luoghi.
Attraverso l'azione dei suoi movimenti, non necessariamente composti di ecclesiastici e non solo limitati ai cattolici, poiché l'azione su questi problemi è sentito e presente a tutte le Confessioni cristiane, rafforzati anche dalla spinta del mwqaConcilio Vaticano II, si sviluppò un'azione profonda di promozione per spingere il mondo ad una consapevolezza che tuttora perdura. È doveroso ricordare che questi movimenti non si limitarono soltanto alla denuncia, ma coinvolsero tutte le altre mwqqChiese cristiane in collaborazioni stabili che miravano a migliorare le condizioni di vita di quelle popolazioni al punto da coinvolgere anche le altre religioni diverse dal Cristianesimo.
Da questa azione promossa dal mondo occidentale si passò, quasi contemporaneamente ad un impegno organico di queste associazioni nei vari paesi colpiti dalla fame. La riduzione di questo fenomeno è stata, anche, un risultato raggiunto per mezzo delle opere di questi movimenti.
Zone interessate dalla fame
Le zone interessate dalla malnutrizione sembrerebbero essere le stesse coinvolte in conflitti armati o prese di mira dal fenomeno del mwrqLand grabbing. Le regioni coinvolte sono quelle del mwrgterzo e mwrwquarto mondo e non solo: stando ai dati raccolti, sarebbero ben 50 le Nazioni colpite a elevata entità, una cifra drammaticamente alta così come riportato dagli ultimi mwsadati sulla fame nel mondocite-ref-9[9]
Nella cultura di massa
Il mwvatema del Nutrire il pianeta è stato scelto come argomento centrale dell'mwvgExpo 2015 di mwvwMilano. Pensato ancora quando la comunità mondiale riteneva che si fossero create le premesse per una stabile situazione di mwwasurplus agricoli e che il problema fosse principalmente quello di una più equa distribuzione del cibo, ha visto in un breve periodo di tempo spostarsi verso rialzi impensabili dei prezzi delle derrate agricole, mentre le eccedenze di cereali venivano dirottate verso la produzione di mwwqbiocarburanticite-ref-10[10]
Note
cite-note-11. ↑ Chris Hann, Keith Hart, mw0qAntropologia economica. Storia, etnografia, critica, 2011, pag.128, trad. Edoardo Guzzon, Einaudi, ISBN 978-88-06-20952-0
cite-note-22. ↑ mw1gmw1wserenoregis.org, mw2ahttp://serenoregis.org/2017/09/27/la-fame-nel-mondo-sta-aumentando-per-la-prima-volta-dopo-100-anni-shelley-connor/mw2q Titolo mancante per url mw2gurl (aiuto).
cite-note-33. ↑ mw4a(mw4qmw4gEN,mw4w mw5aIT) mw5qmw5gFatti più rilevanti in merito alla scarsità e allo spreco alimentare, su mw5wFAO. mw6aURL consultato l'8 gennaio 2019 mw6q(mw6garchiviato il 15 ottobre 2014).
cite-note-report-eu-28-apr-2017-44. ↑ mw8g(mw8wmw9aEN,mw9q mw9gIT) mw9wmw-aReport on initiative on resource efficiency: reducing food waste, improving food safety, su mw-qeuroparl.europa.eu, 28 aprile 2017. mw-gURL consultato l'8 gennaio 2019 mw-w(mw-aarchiviato il 6 luglio 2017).
cite-note-wrap-19-ott-2017-55. ↑ mwaqi(mwaqmmwaqqEN) Ian Quinn, mwaqumwaqyDall'agricoltore alla distruzione di derrate: la lotta allo spreco alimentare, su mwaqcthegrocer.co.uk, 19 ottobre 2017. mwaqgURL consultato l'8 gennaio 2019 mwaqk(mwaqoarchiviato il 20 ottobre 2017). Ospitato su mwaqswrap.org.uk.
cite-note-bowman-zilberman-giu-2013-66. ↑ mware(mwarimwarmEN) Bowman, M. S. e D. Zilberman, mwarqmwaruEconomic factors affecting diversified farming systems, in mwaryEcology and Society, 2013, mwarcDOI:mwarg10.5751/ES-05574-180133. mwarkURL consultato l'8 gennaio 2019 mwaro(mwarsarchiviato l'8 giugno 2013).
cite-note-77. ↑ mwar8mwasamwaseUSA: l'FBI indaga su un possibile cartello alimentare, su mwasivalori.it, 24 settembre 2008 mwasm(archiviato dall'mwasqurl originale l'8 gennaio 2019).
cite-note-88. ↑ Con il termine Chiesa intendiamo riferirci a tutte le confessioni cristiane.
cite-note-99. ↑ Tema sulla fame nel mondomwass
cite-note-1010. ↑ mwas8mwatamwatePanorama, su mwatiblog.panorama.it mwatm(archiviato dall'mwatqurl originale il 9 ottobre 2008).
Bibliografia
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• Brown R. Lester, mwatoWho will feed China?, W. W. Norton & co., New York, London 1995
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• Cimmyt, Annual Report 1998-99. mwat4Science to sustain people and the environment, Mexico d. f. 1999
• Commitee on World Food Security, mwauaSpecial event on the green Revolution in Africa, background document, FAO, Rome, may 2005
• Conway Gordon, mwauiThe doubly green revolution, Penguin books, Harmondsworth 1997
• George Susan, mwauqCome muore l'altra metà del mondo. Le vere ragioni della fame mondiale, tr. di Luca Trevisani da mwauuHow the Other Half Dies. The Real Reasons for World Hunger, Feltrinelli, Milano 1978
• mwaucAntonio Saltini mwaugLa fame del Pianeta ISBN 9788896459027
• Martin Caparros, mwausLa fame, Torino, Einaudi, 2015
Voci correlate
• mwau8Povertà
• mwaveCarestia
• mwavmDenutrizione
• mwavuMalnutrizione
• mwavcIndice globale della fame
• mwavkIndice di sazietà
• mwavsInedia
• mwav0Josué de Castro
• mwav8Sicurezza alimentare
• mwaweSurplus agricolo
• mwawcFinitezza delle risorse
• mwawkAppetito
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• Wikinotizie contiene l'articolo Fame nel mondo: emergenza in aggravamento, 29 aprile 2008
• Wikinotizie contiene l'articolo Fame e povertà nel mondo, varie novità, 6 maggio 2008
• Wikinotizie contiene l'articolo Expo 2015: La fame del pianeta al centro dell'attenzione, 7 febbraio 2011
• Wikinotizie contiene l'articolo Fame di terra e fame del pianeta, 18 dicembre 2011
Collegamenti esterni
• citereftreccani-itfame, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itfame, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) hunger, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citereftreccani-fame-enciclopedia-delle-scienze-socialiFame, in Enciclopedia delle scienze sociali, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1991-2001.
• mwaxuVatican Insider, su lastampa.it. URL consultato il 16 giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 17 giugno 2016).
• mwaxc(FR) L'Arme de la Faim - Émission TSR, 1975, su archives.tsr.ch. URL consultato il 17 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 26 agosto 2010).